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Interessante articolo pubblicato sul Giornale dell’Ingegnere dove, ancora una volta, si tratta di un argomento attualissimo: la relazione CAM e la nuova figura professionale che si è affacciata in sordina, il CAM Coordinator.

Come si legge, il Coordinatore CAM è una figura professionale in grado di gestire integralmente il ciclo di vita di qualsiasi intervento, ruolo che diventa fondamentale e strategico, per contribuire a sviluppare una cultura del progetto eco-compatibile e dell’eco-innovazione nelle imprese di costruzione, ma anche per accrescere la consapevolezza ambientale nei territori nei quali si interviene.

Non si tratta però di un mero “controllore” di certificazioni come si potrebbe pensare, piuttosto di una figura dalle sfaccettature così complesse per la quale, addirittura, è in fase di attivazione un apposito corso di perfezionamento presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli Federico II, per l’anno accademico 2023-24.

Ing. Michela Bendotti

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CAM_Coordinator
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I temi sollevati dall’articolo che alleghiamo sono principalmente due: 1) Il recupero di materiali da una demolizione selettiva e 2) il recupero di aree o immobili dismessi.

E’ facile cogliere che sono entrambi figli di una stessa filosofia: l’economia circolare, in ogni sua forma, ma qui vorrei enfatizzare quanto siano sinergici nell’ottenere il risultato e quanto questo sia di grande valore.

Guardiamo l’immagine centrale dell’articolo: la bellezza di quell’architettura industriale è straordinaria! Ed è stata realizzata quando la prefabbricazione era ancora oggetto di tesi universitarie: anni 30′!! Il suo recupero quindi ha un grande valore storico ed architettonico!

Ma anche il recupero di terreno edificato e di nuovo reso utile per la città in questo caso è eclatante!

Tuttavia non c’è bisogno di andare lontano da Bergamo dove questo approccio, negli ultimi anni, è diventato prima pratica pioneristica e poi programma amministrativo fino a pervadere fortemente lo spirito ed il contenuto del nuovo PGT di Bergamo che limita fortemente le aree di nuova edificazione a tutto vantaggio dei recuperi di immobili dismessi.

E’ notizia di oggi, sui giornali locali, l’inizio dei lavori di recupero dell’ex Principe di Napoli, palazzo storico nel cuore di via Pignolo, che diventerà un contenitore di più funzioni: dagli alloggi in housing sociale ai negozi fino agli spazi per le realtà di quartiere.

Si tratta di quelle “ricuciture” del tessuto urbano tanto care a Renzo Piano, ma non certo solo a lui. E si tratta di quelle integrazioni nei tessuti dei quartieri per “densificare” le città portando i servizi a km 0, riducendo così fortemente il bisogno di mezzi di trasporto e andando verso la città in 15 minuti. Filosofia opposta a quella tradizionale della zonizzazione che ha creato tanti quartieri dormitorio.

Insomma: tutto si tiene! L’economia circolare non è una diminuzione del nostro welfare ma è l’uscita dallo spreco selvaggio, dell’usa e getta che da una parte ha accelerato il progresso ma dall’altro lato ci sta sommergendo di spazzatura e di ruderi cittadini.

Ecco, l’articolo allegato, assieme ai fenomeni che ci circondano e che finalmente cominciano ad avere una veste organica, ci fa fare un passo avanti nella scoperta che l’economia circolare E’ Bella!

Livio Izzo

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articolo su edilportale
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Sbaglia chi pensa che il problema del traffico in Italia e specialmente al Nord, si risolva con nuove strade e facilitando gli spostamenti su gomma. L’esperienza dice che ciò porta solo ad un aumento dei veicoli circolanti, serve un grande programma di investimenti sulla rete ferroviaria specialmente a livello metropolitano.

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traffico
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Al Convegno, cui ha dato il giusto rilievo anche “L’Eco di Bergamo” del 20 gennaio, erano presenti molti nostri colleghi a sottolineare l’interesse per l’argomento trattato. Interesse che travalica la semplice sensibilizzazione, ormai abbastanza diffusa, ma che li vede (vede tutti noi ingegneri) come protagonisti principali, non come comparse, nel cercare di porre un freno ai danni provocati dai rapidi cambiamenti climatici. E non solo da quelli, ma anche dall’inutile consumo dei suoli, dovuto all’ambizione di Amministrazioni che proiettavano nel futuro ipotesi di sviluppo basati su dati obsoleti, anche se erano di utile guida qualche decennio antecedente, oppure che ancora si fanno vanto di aver ridotto il numero di mc edificabili su ogni mq di suolo occupato. (Leggasi l’esplosione dei nostri paesi)

L’ingegner Claudio Merati, consigliere dell’Ordine, forte della sua profonda conoscenza dell’argomento, maturata come dirigente del Genio Civile prima e della Sede Provinciale poi,’ ha basato la sua relazione sulla numerosità degli eventi, e la gravità dei danni conseguenti, che il il dissesto idrogeologico ha provocato nella nostra Provincia. Per cause dovute in parte a fattori che non dipendono dall’uomo,, ma che tenderanno ad accrescersi a causa di azioni antropiche capaci ormai di alterare equilibri naturali evolutosi in migliaia, se non in milioni di anni. Particolarmente interessante il contributo al convegno di Sergio Taccolini – Presidente della nostra Commissione idraulica- sul concreto funzionamento delle vasche di laminazione.

Ai lavori ha partecipato Diego Finazzi come presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Bergamo, essendo il nostro Ordine uno dei promotori. Si allega sintesi del suo intervento.

Gennaro Guala

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intervento_presidente_Finazzi
dissesto_idrogeologico_e_gestione_sostenibile_del_territorio_
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Raccomando ai colleghi di dedicare qualche minuto all’articolo che l’ing. Gianfranco Benzoni ha pubblicato su “l’Eco di Bergamo”. Scritto per un largo pubblico, ha un taglio giornalistico, Nella sua essenzialità, diventa un monito credibile e incontestabile, che chiarisce a tutti che il baloccarsi, nell’inventare soluzioni fasulle, può essere solo propaganda, se non malafede.

Negli ultimo 150 anni si sono succedute molte rivoluzioni energetiche, questa in atto è l’ultima ed è dettata da esigenze non solo climatiche, che premono, ma anche da una limitata disponibilità delle risorse fossili che prima o poi finiranno. Cerchiamo di gestirla nel migliore dei modi senza isterie ma con la consapevolezza che potrebbe essere una occasione di crescita sia economica che sociale.

Gen Guala

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Chi_ha_paura_della_riconversione_energetica
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Il nostro Ordine ha redatto un documento di analisi critica e costruttiva del nuovo PGT di Bergamo che trovo estremamente interessante. Tuttavia ritengo che, per chi non ha collaborato alla sua stesura e non ha contezza dei contenuti del Piano, sarebbe utile disporre di una informativa modulare per poter entrare nell’argomento in funzione e a misura del proprio grado di interesse sul tema.

Allego quindi i seguenti documenti da cui è possibile scegliere la “taglia” più appropriata:

  1. Una relazione redatta dalla Intelligenza artificiale, di due pagine e relativi link agli allegati ufficiali;
  2. Una sintesi della Relazione Illustrativa Generale del piano redatta dal sottoscritto (131 pagine ridotte a 11);
  3. Una lista di link ad articoli e/o a video che danno una idea delle opinioni espresse in rete da vari punti di vista;
  4. Come riferimenti per grafici e tavole allego anche la Relazione Illustrativa Generale ufficiale.

Buona lettura!

Livio Izzo

Comm. Ambiente OIB

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- Relazione_illustrativa_generale
- PGT_BG_LI
- PGT_BG_IA

articoli:
-  Bergamo, la Giunta Gori approva il nuovo Pgt: ecco cosa contiene (bergamonews.it) 
- Il percorso del nuovo testo del Pgt a Bergamo: dall’urbanistica al welfare (bergamotomorrow.it) 
- Il nuovo Pgt taglia 1,1 milioni di metri cubi, amplia il Parco dei Colli e ridisegna i luoghi di culto - BergamoNews 
- IL NUOVO PGT DEL COMUNE DI BERGAMO – Bergamo in Comune 
- Moschee la Lega incalza l'amministrazione: "Si faccia un referendum" (bergamonews.it) 
- PGT Bergamo 09/01/2021 (youtube.com) 
- https://www.youtube.com/watch?v=OZdcJg1CAIo
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Le osservazioni allo strumento urbanistico generale è una forma -importante- di partecipazione della cittadinanza all’elaborazione del principale strumento urbanistico di cui si dota un comune. Il nostro Ordine non ha voluto sottrarsi a questo impegno formulando 19 osservazioni. Da sottolineare la modalità con cui è stato assolto questo impegno civico; il documento è stato sì approvato dal Consiglio dell’Ordine ma è frutto del lavoro collettivo di singoli e di varie Commissioni (urbanistica, idraulica, ambiente…), si tratta cioè di osservazioni nate da riflessioni e proposte di molti ingegneri iscritti e presentate a nome dell’intero Ordine. Sono osservazioni sia generali sia puntuali, di notevole “peso” che ci sia augura portino a modifiche e miglioramenti dello stesso PGT. Tra le molte proposte e rilievo segnalo nella prima (necessità di verifiche e monitoraggi dell’attuazione dello strumento urbanistico), nella 2 (ridurre indeterminatezza nel dimensionamento e rinvio a regolamenti futuri), nella 3 (abolizione di premialità e obbligo di dotazioni di servizi), nella 5 e 6 (fissazione altezze massime a tutela visione Città Alta), nella 7 (classificazione chiara degli interventi), nell’8 (obbligo di inventari per edifici in modifica), nella 9 (salvaguardia edifici di pregio del primo ‘900), nella 10 (salvaguardia tessuto storico), nella 11 (allegato edifici di pregio), nelle 13/14/15 (collegamento di Porta sud, interramento nuovo tratto asse interurbano ) nella 17 (regolamento rapporto operatori agricoli), nella 18 (divieti nuove tombinature e recupero a cielo libero di tratti del Morla), nella 19 (quantificazione attuale superficie impermeabilizzata e subordine di ogni nuova edificazione alla concreta riduzione del consumo di suolo). Si tratta quindi di un contributo rilevante che necessita da parte dell’amministrazione di una seria considerazione. Attenderemo le scelte definitive in merito.

Claudio Merati

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Il nuovo CPR è a un passo dalla approvazione e comporterà, subito dopo, la riscrittura delle norme di prodotto, che ormai hanno più di 30 anni e rappresentano spesso tecnologie datate.

Ma porterà anche la nuova redazione di norme armonizzate mai scritte, pensiamo solo al calcestruzzo ed all’acciaio da c.a., ed alla redazione del nuovo requisito 7, relativo ai vari aspetti della nuova economia circolare, per ogni prodotto già normato o non.

Oggi, in Italia, ci stiamo ormai abituando ai requisiti ambientali in Edilizia, sia per il decreto CAM che per il nuovo DNSH relativo al PNRR, ma solo per gli appalti pubblici. I concetti di recupero o riciclo dei materiali e della demolizione selettiva, inquadrati nel più generale mantra di uso sostenibile delle risorse naturali, sono sicuramente ben presenti a tutti i professionisti e lo saranno ancora di più con l’entrata in vigore del TU dell’Edilizia che, nel suo Titolo IV, regolamenterà nel privato la stessa materia con approccio del tutto analogo.

Niente di sconvolgente, quindi, ma sicuramente completerà lo scenario ormai irreversibile di una attenzione all’ambiente che per secoli non siamo stati abituati a considerare come prioritaria.

Nell’articolo allegato, viene dapprima delineato il nuovo scenario normativo del CPR Acquis per poi fare una disamina degli impatti operativi che lo stesso avrà sui Fabbricanti e sui Professionisti nell’ambito della filiera progettuale e produttiva delle costruzioni.

Ing. Livio Izzo

Esperto CNI in UNI CT021/GL03

Elementi Prefabbricati in calcestruzzo

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Nuovo_CPR
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Come ogni problema complesso non esistono risposte semplici, così è anche per la lotta al cambiamento climatico. Il contributo di foreste e ambiente naturale è innegabile come pure la sua salvaguardia e tutela ma non dobbiamo esagerare nel credere che piantare alberi senza una regola, un controllo e una programmazione sia la panacea che risolve il problema. Questo scritto ricavato dal sito Climalteranti, un consesso tecnico che affronta i vari aspetti e le varie soluzioni della lotta al “Global warming” e che si avvale della professionalità di docenti e ricercatori universitari italiani, presenta una disanima dei vantaggi ma anche delle problematiche connesse alla idea che piantare miliardi di alberi sia la soluzione della riduzione della CO2 nell’atmosfera. Vengono affrontati i vari aspetti di come, perché e dove sia utile e dove inutile sia come spreco di risorse e che come efficacia. Troppe volte vengono vendute nuove piantumazioni in cambio di interventi ambientalmente dannosi, il classico scambio che nasconde solo una operazione di Greenwashing. Da ingegneri sappiamo che ogni intervento va visto in tutti i suoi aspetti, tecnici, economici e sociali, deve esserci un vantaggio evidente nello spendere soldi e fatica, un bilanciamento fra le ricadute positive e le problematiche insite nella gestione dell’intervento. Da leggere con mente aperta.

Gianfranco Benzoni

Commissione Ambiente

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articolo
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Il problema dello smaltimento della plastica è legato all’uso e direi l’abuso di questo materiale che nacque nei lontani anni 50 e che in maniera esponenziale è andato crescendo in quantità e tipologie.

Penso che i numeri siano più efficaci e pregnanti delle parole.

Oggi si producono nel mondo 400 milioni di tonnellate di materie plastiche all’anno di cui la metà per imballaggi e prodotti di consumo di cui solo il 18% viene riciclato, è una quantità che cresce di anno in anno e che si somma a quelle prodotte negli anni passati arrivando a cifre dell’ordine di 8 miliardi di tonnellate di cui 6 miliardi non sono mai stati riciclati e che mai lo saranno dato che solo una minima quantità delle platiche può essere, ad oggi, riciclata.

Quindi cosa fare? L’articolo cerca di dare una prima risposta fra chi punta al riciclo e chi punta al riuso.

GB

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plastica_riciclo_o_riuso
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