Filtra le notizie di tuo interesse

Di estremo interesse questa modellazione di una passerella di 146 metri, sostenuta e stabilizzata con cavi dall’alto e dal basso. Sia in esercizio che  nelle singole fasi di costruzione. La lettura è di pochi minuti ma fa “vibrare” l’Ingegnere che è in noi.

Con proporzioni molto diverse, la stessa soluzione era stata adottata da Sergio Musmeci, per risolvere il problema delle oscillazioni, nell’affrontare lo studio  del ponte sullo Stretto di Messina, per il primo concorso di idee, Mezzo secolo fa., e aveva avuto il primo premio.

Allora non c’erano  programmi per i calcoli strutturali e la simulazione delle azioni che possono sollecitare un ponte  sviluppate successivamente.

Con un po’ di orgoglio si può constatare che le intuizioni che germinano nella testa di un ingegnere, anche se difficilmente attuabili al momento, diventano uno stimolo per altri, e portano i loro frutti in futuro.

GG

 

continua la lettura:

 

 

 

 

 

 

Condividi:

Storico riconoscimento da parte del Ministero della Pubblica Amministrazione per l’Ingegnere dell’informazione che viene riconosciuto come figura professionale determinante per il raggiungimento degli obiettivi nell’ambito del PNRR. L’ingegnere dell’informazione avrà responsabilità professionale con apporto di parere, giudizio e proposta di soluzione attraverso l’uso di metodologie avanzate, innovative, direzione lavori, stima e collaudo.

 

continua la lettura:

 

 

 

 

 

 

 

Condividi:

La cosa più naturale oggi è di utilizzare i social o lavorare con videochiamate gestite da piattaforme in cloud, utilizzare la posta elettronica etc.

Ma ci siamo mai chiesto che impronta ha tutto questo sulla emissione di gas serra e, in definitiva, sui cambiamenti climatici?

Milena Gabanelli ci aiuta a “far di conto”……

Il CdR

 

 

continua la lettura:

 

 

 

 

 

 

 

Condividi:

Quante volte, per iscriverci ad un nuovo servizio, usiamo con disinvolture le credenziali di altri gestori come  facebook o google?

Per noi è una facilitazione ma cosa comporta per la nostra sicurezza? E cosa comporta per il Gestore che dovrà “proteggerle”? E cosa comporta per il gestore del servizio cui diamo le credenziali gestite da un terzo?

Dietro questo semplice gesto ci sono interessi e problematiche economiche, di sicurezza e di gestione tecnica.

Proviamo a guardarci dentro e capirne un pò di più.

Proponiamo due articoli sull’argomento: uno generalista, del collega Vincenzo Singuaroli, ed uno più specialista del collega Ugo Lopez.

 

La Redazione

 

continua la lettura:

 

 

 

 

 

 

 

Condividi:

Questa figura è prevista obbligatoriamente nella Pubblica Amministrazione ma è facile capire come stia diventando un must anche nel privato.

Il suo compito è di Pensare, (far) Progettare e (far) Realizzare la trasformazione dei processi produttivi e/o operativi e/o amministrativi e/o gestionali etc. dalla manualità al Digitale con l’obbiettivo dichiarato di avere maggiore velocità, affidabilità e, cosa ormai fra le più importanti, maggiore efficienza energetica complessiva.

Tale obbiettivo è ormai condiviso in tutte le organizzazioni pubbliche o private che siano. A volte è percepito grandemente dall’esterno ed altre dall’interno dell’Organizzazione.

Pensiamo al nostro Ordine. Siamo entrati in epoca Covid-19 con tutte le procedure caricate su un server in cloud e gestite con dei semplici thin client, cioè meri terminali, collegabili dalla sede dell’Ordine o dalle abitazioni delle Segretarie in smart working. Può sembrare una cosa semplice ma non lo è stato affatto.

Ne è valsa la pena? beh, in termini di operatività locale non è cambiato (quasi) nulla ma in termini di sicurezza siamo entrati in un’altra epoca geologica. Pensate solo che prima i NAS per il backup erano fisicamente poggiati sul server. Beh, immaginate un semplice corto circuito, magari causato da un topino, cosa avrebbe comportato? Un vero disastro. Ma vi ho fatto percepire solo la punta dell’Iceberg.

E poi è arrivato il covid. Collegarsi da casa o dall’ufficio è diventata la stessa cosa.

Poi ci sono le procedure interne: amministrative, gestionali, per i corsi, per il protocollo (informatico)…

Infine ci sono le evidenze per chi guarda dall’esterno e fruisce dei servizi: Il nuovo sito, il sito culturale, le newsletter,….

Insomma, nell’arco di pochi anni l’intera gestione dell’Ordine ha attraversato un processo di profonda trasformazione… di transizione al digitale.

Come ci siamo organizzati per gestirla?

Depositario delle decisioni strategiche è rimasto il consiglio in prima persona. Per le decisioni operative è stato nominato, per l’appunto, un Responsabile per la transizione a Digitale (RTD), che sono io, che ha messo in piedi idee, progetti ed individuato le risorse necessarie. Infine, per poter “mettere a terra” tutti i progetti e far funzionare al meglio il sistema è stato nominato un Amministratore di Sistema (AdS), cioè un tecnico specialista, che attua i progetti ed assiste tutti gli operatori nelle problematiche quotidiane.

L’obbligo di nominare un RTD è datato 2017 per cui tutto quanto sopra è avvenuto “senza sconti”. Oggi, nel 2021, il CNI ha pensato di implementare un RTD nazionale, cioè un servizio centralizzato che possa supportare gli Ordini che non sono riusciti a farcela da soli.

Inoltre sta organizzando una “community” per condividere fra RTD territoriali e servizio centrale le tematiche che possono avere risposte comuni.

Livio Izzo

 

continua la lettura:

 

 

 

 

 

 

 

Condividi:

Tutti ci siamo accorti di quanto i banner dei cookies siano diventati progressivamente più stringenti fino ad essere ormai opprimenti per cui benvenga questa stretta normativa che dovrebbe rendere più fluido e leale il rapporto fra il fornitore di informazioni ed i suoi fruitori.

Le nuove regole vanno decisamente in questo senso e basta citarne una: pigiare sulla crocetta di chiusura del banner passerà da chiusura-assenso a chiusura-non assenso. E con questo capovolgimento sarà più utile nei siti non essere così opprimenti per non essere cassati per i successivi sei mesi.

Al contempo, però, le sanzioni sono aumentate e sarà opportuno che chiunque abbia un sito riveda al più presto la gestione dei cookies: i sei mesi di “tolleranza” stanno per finire!

Alleghiamo due articoli molto istruttivi sul tema.

 

Il Cdr

 

continua la lettura:

 

 

 

 

 

 

 

Condividi:

Tutti noi abbiamo una firma digitale ma pochi di noi sanno che ne esistono di due diverse specie e rilasciate su tre diverse tipologie di supporti, a seconda dell’uso che ne dobbiamo fare. Come Professionisti, è importante esserne coscienti e scegliere la forma che meglio si adatta alle nostre specifiche necessità.

Il CdR

 

continua la lettura:

 

 

 

 

 

 

 

Condividi:

Parola d’ordine: “mai più off line”

Sì proprio così! La comunicazione digitale è diventata la base per trasmettere, partecipare, informare, riferire, annunciare, avvisare e tanto altro.

Questi sono stati i principali motivi che hanno stimolato ed indirizzato il Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri di Bergamo, di cui anch’io mi onoro di essere parte attiva.

Infatti dopo la migrazione dell’Infrastruttura in cloud e dopo la creazione di un nuovo sito istituzionale, il Consiglio dell’Ordine ha fortemente voluto e dato vita anche ad uno specifico blog culturale: www.ingegneribergamo.online

Il notiziario cartaceo già da tempo destinato a scomparire, ha lasciato spazio al digitale attraverso un “blog” per stimolare i colleghi Ingegneri a riflettere sul Ruolo e sulla Professione nella nostra provincia, in Italia, in Europa e nel mondo.

Con queste modalità “on line” il Consiglio dell’Ordine ha voluto facilitare lo scambio di idee e di proposte tra gli Iscritti e permettere anche di avere una finestra verso l’esterno quale ad esempio la Scuola, l’Università, le Associazioni di categoria, gli Ordini professionali, la Pubblica Amministrazione ed il mondo che quotidianamente viviamo.

Quindi con la creazione del “blog culturale on line” abbiamo creato una grande apertura sia all’interno che verso l’esterno, permettendoci di scambiare moltissime informazioni, con un dialogo continuo  e sempre attivo.

 

continua la lettura:

 

 

 

 

 

 

 

Condividi:

La pandemia da Covid-19, i cui devastanti effetti abbiamo tristemente sperimentato nella nostra cara terra bergamasca, ha sollecitato ovunque la spontanea iniziativa di quanti, avendo a vario titolo competenze specifiche, hanno ritenuto di poter dare la propria disponibilità a sperimentare nuovi strumenti che potessero essere di valido supporto e ausilio a supporto delle strutture ospedaliere e sanitarie nel trattamento dei pazienti colpiti dal virus

Dalla sinergia di competenze scientifiche, mediche, ingegneristiche, meccaniche e software, con il supporto di ricercatori dell’Istituto di Fisica Nucleare e sotto il coordinamento di Cristiano Galbiati si è costituito un gruppo di lavoro che ha visto man mano coinvolte oltre 250 figure di vari settori e discipline, che hanno ideato prima, e realizzato e testato poi un ventilatore polmonare a supporto dei malati.

Il lavoro, condotto senza sosta, ha portato alla realizzazione di uno strumento che si rende di grande interesse non solo a livello nazionale, ma che si inserisce di diritto in una dimensione internazionale nell’ottica di risolvere una criticità globale.

Di seguito nel dettaglio l’articolo di grande interesse illustra i contenuti del progetto divenuto preziosa realtà grazie alle sinergie interdisciplinari messe in campo.

 

continua la lettura:

 

 

 

Condividi:

Energia dall’auto alla casa…… una inversione dei ruoli…… la nuova rivoluzione copernicana.

Avete i pannelli fotovoltaici? Avete notato quanta energia, purtroppo, cedete alla rete (Grid) a prezzi simbolici e quanta ne dovete riacquistare agli esosi prezzi di mercato?

Beh, se non avete mai fatto questi conti vi propongo il conto su di me.

Ho un impianto FV da 6 KW che produce mediamente 7 MWh/anno. Esattamente quanta ne consumiamo per casa (e studio). Per una parte di quella prodotta di giorno in esubero abbiamo un accumulatore da 3 KWh (che è costato 6.5 K€!) che ce la restituisce di sera fino ad esaurirsi. Poi attingiamo alla rete cui cediamo, di giorno, l’energia che l’accumulatore non riesce ad immagazzinare.

In totale: cediamo alla rete circa 4 MWh di giorno (e d’estate) per riacquistarla di notte (e d’inverno) ad un delta costo medio complessivo di circa 0.3 €/Kwh pari a 1.200,00€/anno.

Ma un’auto elettrica, anche se piccola-media, ha una batteria che può stivare dai 40 agli 80 kwh che, rispetto ai 3 del ns accumulatore, sono circa dalle 15 alle 30 volte superiori il che significa una capacità di accumulo totale di alcune volte la ns sovrapproduzione.

Se consideriamo una colonnina di ricarica, a doppio senso, con due attacchi e sapendo che le auto di famiglia, a ruotare, sono tre si può evincere una capacità di assorbimento del 100% della energia prodotta dall’Impianto nelle ore in cui, a rotazione, le auto siano presenti.

Se consideriamo un costo di installazione della colonnina di circa 5.000€ si evince che in 4 anni si è ammortizzato l’investimento: un vero affare! Se poi riusciamo anche ad applicare il superbonus 110% allora l’affare si amplifica ulteriormente e “ci crescono i soldi in tasca”!

Beh, non è fantascienza!

La tecnologia già esiste. Si stanno mettendo a punto i software di gestione e la normativa tecnica e fiscale relativa.

A Torino, la FCA stà già completando la sperimentazione sul campo abbinando i pannelli FV installati sulla pensilina del suo parco di auto elettriche (in)vendute e le batterie delle auto parcheggiate sotto.

E non è sola in questo impianto pilota.

Compreso il potenziale business, Terna ed Engie Eps sono i partner dell’impianto che si profila come il più grande al mondo!

Peraltro, il concetto si applica anche ad altre fonti di energia green e ad altre tipologie di accumulatori in una tecnologia che và sotto il nome di Smart Grid…. la socializzazione dell’energia pulita!

 

Livio Izzo

 

continua la lettura:

V2G_Smart_Grid

V2G_Drosso_TO

 

 

 

 

 

 

Condividi: