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Le immagini che giungono oggi dall’Ucraina si sovrappongono alle fotografie delle nostre città nel secolo scorso, e questioni che sembravano relegate ai dibattiti accademici si fanno di nuovo attuali.

Se la polvere sollevata dai Buddha che si sbriciolano sembra non essersi ancora posata, la vista di un crocifisso cullato tra le braccia dei suoi salvatori ci interroga: cosa spinge il popolo di un paese in guerra ad ammassare sacchi di sabbia attorno ai suoi monumenti, quando le vite umane stesse sono in pericolo?

Prendendo a prestito le parole del prof. Stefano Musso, la ragione è chiara: «il patrimonio siamo noi», la salvaguardia dei beni culturali, della conoscenza che veicolano, coincide con la salvaguardia dell’identità umana e della speranza nel futuro e nella rinascita.

Il 10 marzo scorso, la Società italiana per il restauro dell’architettura ha promosso un dibattito in cui quattro docenti di restauro provenienti da diverse università italiane si sono confrontati su questi temi, in collegamento con il Сentro italiano Leonardo da Vinci presso l’Università Nazionale Politecnico di Leopoli.

 

Virna Maria Nannei

Membro della Commissione Urbanistica

 

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Il Consiglio delle Donne del Comune di Bergamo, organismo istituzionale formato dalle consigliere comunali e da rappresentanti di organizzazioni che agiscono sul territorio con sguardo di genere, ha pubblicato a febbraio 2022 il documento “La cura dello spazio urbano”, che propone all’amministrazione comunale l’adozione di una prospettiva di cura del territorio nel processo di elaborazione del nuovo PGT.

Se nella società attuale l’azione di cura nelle sue varie declinazioni è ancora prerogativa delle donne, a sua volta la predisposizione alla cura, intesa come assunzione di «responsabilità sistemica, multilivello, trasversale, collettiva, intersettoriale, prioritaria a livello politico, amministrativo e culturale» (Fava M.J. e Orestano L., “Una politica capace di prendersi cura”. La Stampa, 18 dicembre 2020), diventa il valore aggiunto che lo sguardo femminile apporta all’azione di governo della città. È dunque il concetto di cura, adottato come paradigma culturale e valoriale dal Consiglio delle Donne per il piano di lavoro 2021-2022, a guidare le strategie proposte per il nuovo PGT, scelta che appare oggi ancora più significativa e condivisibile al cospetto delle immagini di distruzione che giungono dall’Ucraina.

Per spiegare l’applicazione di questo paradigma alla progettazione della città, il Consiglio delle Donne richiama il pensiero dell’architetta Annalisa Marinelli.  L’esperienza della cura, secondo la Marinelli, dota coloro che la vivono di strumenti per rispondere ai bisogni dell’essere umano quali il buon senso, l’autorevolezza, l’empatia, la flessibilità e la creatività, diventando quindi un modello di governo. E se tale esperienza è quella che influenza maggiormente il diverso modo di vivere la città tra uomini e donne, se ne deduce che l’integrazione di una politica di genere nella programmazione urbanistica, attraverso l’ascolto delle necessità delle donne, rappresenti una strategia efficace nel perseguimento di una città inclusiva, accessibile e vivibile per tutti i suoi abitanti, un modello urbano orientato non più secondo le istanze di grandi flussi e macro-funzioni, ma secondo una dimensione umana caratterizzata dalle relazioni tra gli individui (A. Marinelli. La città della cura. Spazi urbani e corpi vulnerabili. Napoli: Liguori 2015 e www.ingenere.it).

Le proposte elaborate dal Consiglio delle Donne si sviluppano all’interno di tre ambiti che, integrandosi tra loro, diventano motore del cambiamento: Città prossima, Città movimento e Città si.cura.

La Città prossima ha l’obiettivo di rispondere al diritto del cittadino alla città, attraverso il ripensamento di tempi, orari e spazi comuni a una scala umana e di genere che superi il modello di città monofunzionale per promuovere una realtà policentrica, diversificata e inclusiva.

La Città movimento parte dall’osservazione che l’azione di cura impone alle donne esigenze di movimento più complesse del tradizionale percorso casa-lavoro, ed è rispondendo a queste esigenze che diventa possibile superare il mezzo di trasporto privato a favore del trasporto pubblico e della micro-mobilità.

Infine, la Città si.cura individua le azioni progettuali in grado di migliorare la vivibilità dello spazio urbano, nell’ottica che la cura e la manutenzione dello spazio pubblico, aperto e costruito, e dei suoi percorsi, siano i migliori strumenti per migliorare il livello di sicurezza della città.

 

Virna Maria Nannei

Commissione Urbanistica

 

Per approfondire:

https://www.lastampa.it/rubriche/la-citta-delle-donne/2020/12/18/news/una-politica-capace-di-prendersi-cura-1.39674276/

https://www.ingenere.it/articoli/la-citta-della-cura-spazi-urbani-corpi-vulnerabili

 

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Prima di ascoltare l’intervista rilasciata dall’avvocatessa Sara Valaguzza  è bene ricordare che l’8 Febbraio del 2022 la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge per modificare gli articoli 9 e 42 della Costituzione in materia di tutela dell’ambiente. Entra così, tra i principi fondamentali della Costituzione anche la salvaguardia dell’ambiente, senza che gli italiani ne sapessero nulla. Ma in questo caso può essere un bene, perché ha evitato che i partiti si accapigliassero fra loro, per attribuirsene il merito.

Evidenzio le modifiche apportate all’Art.9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della ricerca scientifica. Tutela il paesaggio e il patrimonio artistico e storico  della Nazione. TUTELA L’AMBIENTE, LA BIODIVERSITA’E GLI ECOSISTEMI, ANCHE NELL’INTERESSE DELLE FUTURE GENERAZIONI. LA LEGGE DELLO STATO DISIPLINA I MODI E LA FORMA DI TUTELA DEGLI ANIMALI.

All’Art. 41

L’iniziativa economica e privata è libera. Non può svolgersi in contrasto o in modo da arrecare danno alla libertà, alla dignità umana, ALLA SALUTE E ALL’AMBIENTE. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e AMBIENTALI.

Questo è quanto riguarda tutti noi, cittadini italiani. Speriamo che questo passo in avanti sia già recepito, o venga presto recepito dalle altre nazioni: almeno da quelle dell’Ue, che da anni attendono una Costituzione Europea.

In quanto ingegneri, non è fuor di luogo pensare alle conseguenze che queste poche parole  inserite in Costituzione avranno sul modo di progettare e costruire. L’impatto soprattutto sulle PMI non sarà trascurabile, con costi diretti e indiretti (certificazioni, ecc. ecc.), ma neppure le stazioni appaltanti, specie se pubbliche, avranno vita facile. Ad esempio, nel giustificare di avere aggiudicato ad un costo superiore la realizzazione di un’opera, determinando che un appaltatore rispetti, più di altri, i dettami della Costituzione.

Ascoltate  e riascoltate (se ne avete il tempo) cosa anticipa su questo tema Sara Valaguzza nell’intervista che segue. Io ricordo solo che ogni procedimento dovrebbe basarsi su dati oggettivi: facile da determinare a parole, difficile nella realtà.

 

Gen Guala

 

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video intervista rilasciata dall’avvocatessa Sara Valaguzza

 

 

 

 

 

 

 

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“8 marzo e dintorni”

La festa delle donne

 

In occasione dell’8 marzo, il Consiglio delle Donne di Bergamo ha organizzato una serie di eventi per riflettere su  evidenti  criticità, presenti in tutto il mondo,

presentate sotto il titolo  significativo: “2022 – 8 marzo e dintorni”.

Queste iniziative meritano un plauso incondizionato, indirizzate come sono a portare avanti una rivoluzione epocale rispetto un modo di pensare ancora diffuso, riconoscendo finalmente che il ruolo della donna è altrettanto, se non più fondamentale, di quello svolto dall’uomo. In campo familiare sicuramente, in campo sociale prezioso, in campo politico, dove crediamo che le donne siano in grado di combattere la sconfortante ambiguità che lo caratterizza.

Come “Sito Culturale” abbiamo già deciso di evidenziare le molte positività contenute ne “La cura dello spazio urbano”, affidandone l’approfondimento ad un membro della Commissione Urbanistica, come argomento che interessa tutti, ma particolarmente ingegneri e architetti progettisti di Piani di Governo  del territorio.

Gen Guala

 

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2022_-_8_marzo_e_dintorni_-_iniziative_

 

 

 

 

 

 

 

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“Poiché negli ultimi decenni la pressione fiscale sulle famiglie e sul lavoro è progressivamente aumentata fino a raggiungere livelli abnormi, le preoccupazioni per un suo eventuale ulteriore incremento per effetto dell’aumento dei valori costituenti la base imponibile delle imposte immobiliari sono più che giustificate”

“Inizia così l’intervento di Stefano Stanghellini, Presidente Onorario dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) già Professore Ordinario di Estimo nell’Università Iuav di Venezia, nel dibattito sulla riforma del catasto.”

Consiglio di leggerlo, con gli allegati, che commentano il  NADEF 2021, per potersi rendere conto della complessità dell’argomento trattato.

 

Aggiungo alcuni commenti e considerazioni.

Lo stesso Presidente del Consiglio deve essersi sentito in imbarazzo affermando prima “nessuno pagherà di più e nessuno di meno”, e successivamente che “il contribuente medio non si accorgerà di nulla”. Un’ambiguità che maschera una contraddizione.

A parte questo, l’aggiornamento del catasto presenta almeno due facce.

La prima, strettamente tecnica, è caratterizzata da necessità fuori discussione. Darebbe il quadro reale della situazione immobiliare, non presenta difficoltà insormontabili, pur tenendo conto dell’imponente numero (76,5 milioni) degli immobili da “censire”. Non direbbe, riservandolo alla politica, il trattamento da riservare al milione o più di immobili abusivi, magari anche irrispettosi della legge Sullo. Sanatoria per alcuni e demolizione per altri? Non se ne parla, argomento tabù.

La seconda riguarda la determinazione del valore catastale e il relativo imponibile dell’immobile censito: e qui si entra nel ginepraio. Ammettendo di poter aggiornare le categorie catastali, che sia possibile stabilire a una certa data il valore di una unità immobiliare non si capisce come sia concretamente possibile farlo variare, anno dopo anno, in base al variare delle quotazioni di mercati locali, per la natura stessa del bene cui si riferiscono, E in base a questa variazione impostare, in più (cosa possibile) o in meno (cosa impossibile) il bilancio dei Comuni, che ne sono i percettori!

Dopo queste divagazioni,  torniamo al professor Stanghellini.

“L’Istituto Nazionale di Urbanistica sostiene, da lungo tempo, che le moderne politiche urbane hanno il loro principale strumento nella fiscalità e che pertanto lo strumento fiscale deve essere in condizione di operare in modo equo ed efficace.”

Ciò che è equo in campo fiscale cambia se visto da destra o da sinistra; che poi sia anche efficace le esperienze passate ci proietterebbero nel mondo dell’utopia.

Il presidente dell’INU, si ricollega indirettamente alla convinzione di tanti urbanisti, che, fin dagli anni del primo dopoguerra, auspicavano che la disponibilità dei suoli dopo un certo periodo (es. cento anni) tornasse alla collettività che ne ha autorizzato l’edificazione. Un esempio in Italia, con alcune varianti, la si trova per i porti turistici (trent’anni, a parte deroghe, e poi tutto torna al Demanio Marittimo). In altre parole: tutto il suolo è demaniale, cosa ci viene realizzato è in concessione, A uno strumento così drastico – non conosciamo come sia stato applicato anche nel nord dell’Europa dove ci veniva assicurato fosse in vigore – si sostituisce l’altro più soft della fiscalizzazione. Purtroppo non è detto che porti minori difficoltà al lavoro degli urbanisti nel migliorare l’assetto urbano e non sia un altro strumento – nonostante il nostro Presidente del Consiglio ci assicuri del contrario, ma come di contro teme il professor Stanghellini – per aumentare la pressione fiscale imponendo una patrimoniale annua mascherata.

Più che assiomi, ho voluto solo dare un mio parere su alcuni punti di un argomento che a prima vista sembra semplice – l’aggiornamento del catasto –

ma da cui deriveranno consequenzialmente decisioni politiche che influenzeranno la gestione del patrimonio immobiliare. Senza attendere i decreti attuativi mi piacerebbe. come direttore del nostro Sito Culturale, che queste  mie riflessioni stimolassero altri contributi dei Colleghi, sia esperti della materia che non, trattandosi di un argomento che coinvolge tutti noi non solo come ingegneri ma anche come cittadini.

 

G.G.

 

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La grande città di Bergamo, circa 400.000 abitanti su un milione in Provincia, da molti decenni ha travalicato i confini del piccolo Comune di Bergamo (solo 120.000 abitanti), necessita e merita un sistema TPL – Trasporto Pubblico Locale, passeggeri e merci adeguato alle sue esigenze.

Il Comune di Bergamo, per il ruolo che copre e per la debolezza degli altri soggetti, deve farsi carico di promuovere visioni ed azioni alla scala dell’intera città e della provincia, anche promuovendo e sperimentando una adeguata governance per l’area.

In una politica per la mobilità sostenibile il Trasporto Pubblico Locale è tema primario per le esigenze dell’intera città. Un secondo tema è la connessione trasportistica alle reti ferrovie a lunga percorrenza (regionale e nazionale), Alta Velocità, all’aeroporto di Orio e agli altri scali lombardi.

Davide Cornago

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Il 18/12/20 il CSLP ha espresso un parere sul documento “Linee Guida sulla qualità dell’Architettura”.

Lascio al lettore leggere e meditare sui vari argomenti bene illustrati nell’articolo allegato ma vorrei soffermarmi su alcuni dei punti principali contenuti nel documento e che sono entrati (finalmente!) nel dibattito scientifico: 1) L’Architettura e il paesaggio, nella loro più ampia definizione, rivestono un valore di primario interesse pubblico per la collettività e LA QUALITA’ DELL’ARCHITETTURA E’ UN DIRITTO FONDAMENTALE PER OGNI PERSONA; …. 3) Tutti i cittadini hanno il diritto di fruire di uno spazio edificato di qualità; … 8) La manutenzione di un’opera di Architettura è parte integrante e imprescindibile del mantenimento della qualità dell’Opera stessa nel tempo.

Questi enunciati, così forti, semplici, quasi banali ma, al contempo, Rivoluzionari mi evocano il forte senso di insofferenza e malessere che il costruire solo per avere un tetto ha avuto nel mio intimo per decine di anni. Prima per aver abitato in una delle centinaia di migliaia di case “abusive” e, a dir poco, “essenziali” delle borgate di Roma e poi per aver lavorato nella prefabbricazione dove per troppi anni si è pensato solo ai volumi di calcestruzzo lavorato e mai dei risultati architettonici.

Finalmente sento che l’esigenza di “Costruire” un ambiente gradevole è arrivato al sentire comune, almeno dei più sensibili, e che non dobbiamo solo investire nelle vestigia antiche, come se il costruire presente non costituisse l’ambiente del futuro nostro e dei nostri figli!

Si, Penso che questo documento meriti un ampio dibattito non solo fra gli addetti ai lavori ma anche in ambiti più “sociali” perchè stiamo parlando di un bene comune, non solo da preservare ma anche, o soprattutto, da costruire!

Livio Izzo

 

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Qualità_dell’Architettura

 

 

 

 

 

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Partecipando a un convegno su “Bellezza, territorio, ambiente” l’ingegner Benzoni ha preparato un intervento che prendendo spunto da varie fonti cerca di dare alcuni spunti per una visione nuova della pianificazione e progettazione territoriale che, partendo dal degrado e dal consumo di suolo, desse nuovi paradigmi di azione per una vera salvaguardia.

Purtroppo il danno, a cui ora si tenta di porre rimedio, è già stato fatto, ed è iniziato nel primo dopo-guerra. Una parte è dipeso dalla  necessaria migrazione di tanti lavoratori dell’agricoltura verso altre attività capaci di garantire ancora un reddito costante, allora ritenuto certo, Una parte dal desiderio, e dalle possibilità economiche che lo consentivano, di vivere in una casa che non avesse il cesso nell’orto, o una turca ed un lavandino in uno sgabuzzino, da condividere alla fine di una ringhiera su cui affacciavano più famiglie stipate in due locali. Ma la responsabilità maggiori cadono sulla politica – a tutti i livelli – che non ha saputo (per ignoranza) o voluto (per calcolo) incanalare in una direzione accettabile, almeno per gli aggregati urbani, le semplici nozioni di urbanistica che da anni si insegnavano nelle università.

Lo “sperpero” del territorio, nella completa indifferenza per la tutela dell’ambiente e della bellezza, ne è una delle conseguenze più appariscenti. Contemporaneamente, sulla stessa area, ci sono esempi del sovrapporsi di funzioni incompatibili fra loro, sinonimo di degrado della qualità della vita. Al di là del tragico crollo, il ponte Morandi può illuminare in proposito.

Affrontare ora il problema non è compito facile; ancora meno facile individuare soluzioni condivise. Ma salvare il salvabile non è impossibile. Anzi, a livello planetario, la situazione dell’Italia, pur densamente popolata, per fortuna non è fra le peggiori esistenti.

 

Gen Guala

 

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Bellezza,_sicurezza,_economia_e_degrado_ambientale

 

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Negli anni scorsi, tutti abbiamo visto i cantieri delle due ex caserme di Bergamo dall’esterno ma era difficile immaginare il grande regalo in serbo per la città! Ritrovamenti di diverse epoche, direi di tutte le epoche storiche e preistoriche, maneggiate con cura e professionalità, hanno permesso una ricostruzione meticolosa non solo di questa area ma, attraverso di essa, di una gran parte della storia e della preistoria di Bergamo.
Un grande insegnamento reso fruibile, a tutti noi, per merito di una iniziativa editoriale, distribuita liberamente alla cittadinanza e qui allegata, da cui veramente tanto si può trarre ciascuno per la propria disciplina di riferimento: urbanistica, geologica, archeologica, di rilievo con moderne tecnologie, progettuale, di demolizione senza impatto sulla città, di sicurezza nei cantieri etc.

E’ con questo spirito che ho pensato di portarla in evidenza a tutti voi, Colleghi, con l’auspicio che possiate provare emozioni da questa lettura come è successo a me.

Buona lettura!

Ing. Livio Izzo

 

 

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