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Evoluzione della Trave PREM attraverso il Mercato, la Ricerca e le Norme

7 Luglio 2020 - Plizzari - Minelli - Izzo

Questo articolo tratta delle Travi PREM, un elemento strutturale originale, brevettato originariamente nel lontano 1964 in Italia e preso in considerazione dalle Norme Tecniche italiane solo nell’edizione del 2008, sebbene milioni e milioni di metri siano stati posati in migliaia di cantieri negli ultimi 56 anni.

Il 18 settembre 2009, con “Prot. 116/09 dell’Assemblea Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici”,  sono state approvate le Linee guida per l’uso di travi tralicciate incorporate nel getto di calcestruzzo e le procedure per la loro accettazione e per le applicazioni strutturali, secondo le disposizioni dei punti 4.6 e 11.1 del DM 14/01/2008. Questo documento distingue tre categorie di travi: a) miste acciaio calcestruzzo; b) calcestruzzo armato; c) con comportamento ibrido.

Il presente articolo ha lo scopo di mostrare come la grande varietà di morfologie esistenti sul mercato italiano prima delle NTC 2008, tutte riferibili alla categoria c), dopo la pubblicazione delle Linee Guida sono tornate rapidamente alle categorie a) e b) con un’unica eccezione in tutto il panorama nazionale. In particolare, il documento riassume i percorsi seguiti nonché le implicazioni morfologiche, materiche, produttive e di calcolo oltre all’efficienza delle morfologie risultanti con uno sguardo ai possibili sviluppi futuri e come questa tendenza continui anche dopo che il DM 17/01/2018 di aggiornamento al DM del 2008 è stato pubblicato.

Gli autori hanno approfondito grandemente le loro conoscenze, su questa tipologia strutturale, nell’arco delle due ricerche nazionali coordinate degli anni 2006-2010, coordinate da Assoprem, cui aderivano il 90% dei produttori nazionali, ed eseguite in dieci centri di ricerca distribuiti sul territorio nazionale con la collaborazione di ben 20 Università italiane.

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